Seguimi sui social network

Il tempo musicale

Per acquisire il tempo musicale è importante sperimentare con la voce, con gli strumenti e con il gesto, qualsiasi tipo di dinamica sonora legata ai propri stati emotivi. Si acquisisce il senso dell’attacco, della durata, della dinamica, del timbro, cioè dell’evoluzione della sonorità nel tempo.

Come leggendo un libro noi sentiamo mentalmente la sonorità delle parole facendole vivere, la stessa cosa vale per la forma sonora che, a ogni ascolto, è realmente vissuta nel “qui e ora” del suo svolgimento.
Il ricordo di un suono è quindi il suono stesso reso nuovamente attuale nella coscienza e rivissuto nel tempo presente.

Ogni persona padroneggia il tempo in funzione della propria esperienza temporale fatta di ricordi, di istanti e di attese che la musica ci fa rivivere alleggerendoci del loro peso psicologico.

Costruire una sequenza musicale significa quindi organizzare i materiali sonori di cui si dispone, sperimentando combinazioni diverse; farli evolvere in un tempo che non riguardi solo le durate delle rispettive sonorità ma che ne ricerchi il movimento interiore;  inserirli, poi, in un’ambientazione spaziale ed emozionale che li racchiuda e li sostenga lasciandone traccia.

Come si può facilmente intuire, durante questo processo organizzativo, dove la sequenza è soggetta a cambiamenti e a variazioni, si procede alla trasformazione di

composizione-4
un’idea sonora in un’idea musicale; cioè si viene proiettati a vivere un vissuto, a riconoscerlo, accettarlo e a strutturarlo dandogli una forma.

In questo viaggio la modalità di lavoro coglie il suo stimolo di partenza dal suono, ponendo attenzione all’ascolto di tutto ciò che arriva dall’altro. Ma altrettanto può avvenire in senso inverso; ovvero quando il suono nasce come risposta a differenti stimoli sensoriali e permette catene associative di pensieri e osservazioni che definiscono le scelte fatte e l’esperienza vissuta.