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Il suono e le interazioni sensoriali e verbali

Per entrare in comunicazione con la parte più fantastica e immaginaria del proprio corpo attraverso il suono e la musica, dobbiamo partire dal presupposto che la comunicazione si alimenta di cose non dette, di silenzi, di respirazione, di toni di voce, di tatto, di gestualità e di immagini.

Se da una parte il linguaggio verbale indica in maniera certa ciò che si intende comunicare, dall’altra la propria espressione analogica evoca una realtà interiore senza poterne definire con precisione i contorni, ecco l’importanza di una loro integrazione ai fini di una piena espressione di sé.

Indubbiamente il suono detiene una grande responsabilità all’interno dell’interazione verbale. Infatti, la definizione della qualità di comunicazione è data principalmente dal tono, dal ritmo e dall’armonia dei suoni prodotti oltre che dal contenuto delle parole.

Nel processo di costruzione del suono appare ben presto l’imprescindibilità del movimento corporeo e gestuale, che detiene un ruolo di fondamentale importanza nell’espressione del pensiero.

La qualità del suono dipende dalla qualità del gesto che lo conduce; la sua forma e la sua dinamica sono sempre legate al gesto che lo produce e al materiale che lo recepisce comunicando il pensiero di chi lo esegue.

E’ il livello di consapevolezza della persona, che genera un certo suono, ciò che verrà trasmesso alla persona ricevente a livello inconscio. La finalità e la volontà comunicativa vanno oltre la frequenza sonora coinvolgendo la persona in tutti i suoi aspetti, mentali, fisici, affettivi e spirituali.

Una semplice successione di timbriche diverse in un gioco di altezze, durate, intensità e accenti diversi, oltre a essere analizzata per le sue proprietà tecniche, può essere

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definita chiara, scura, fredda, calda, intensa, tenue; stimolando la nostra parte immaginaria che prevede variabili spaziali e scenografiche. Ci conduce così, spontaneamente, ad associarla a un colore oppure a rappresentarla con un’immagine grafico-pittorica.

Partiamo dal presupposto che la partitura è una riduzione grafica, una rappresentazione su carta di un evento che si svolge in una dimensione temporale, ma anche spaziale, dove si rievocano luoghi, immagini e memorie che ne approfondiscono il significato.

In questo contesto la rappresentazione di qualsiasi tipo di segno, di forma, di colore o di immagine disegnata o cercata, sarà la partitura che scaturisce dalla dinamica sonora tradotta in composizione grafico-pittorica. Ciò facilita la piena espressione emozionale da una parte e la sua comunicazione dall’altra.