La leggenda di San Costanzo racconta fede e miracolo a Castelpoto, dove ogni 14 maggio la comunità rinnova la devozione.

È venuto un giovane a chiamarci, un giovane bello. E ci ha dato un anello come pegno…
Tra fede e leggenda, la storia di San Costanzo si intreccia con la vita del paese. Si narra che, quando un parroco decise di non organizzare più la sua festa, una banda musicale giunse lo stesso in chiesa, chiamata da un giovane sconosciuto.
Alla domanda su chi li avesse convocati, i musicisti risposero di aver ricevuto un anello in pegno. Guardando l’altare, riconobbero proprio in San Costanzo il misterioso committente.
Ancora oggi, il 14 maggio, Castelpoto celebra i suoi patroni — i Santi Martiri Costanzo, Simplicio e Vittoriano — con una festa che unisce processione, banda musicale e devozione popolare, rinnovando quel legame tra leggenda e fede che ha attraversato i secoli.
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Giuseppina Di Gioia, nata a Castelpoto il 13 settembre 1955.
A Castelpoto si conserva una reliquia di San Costanzo: un frammento della sua tibia custodito nel simulacro del martire. Ogni 14 maggio il paese celebra i Santi Martiri Costanzo, Simplicio e Vittoriano in memoria della liberazione da una grave epidemia, avvenuta nella prima metà del XVIII secolo per intercessione di San Costanzo.







