La peste nera a Castelpoto tra paura e fede: il racconto della processione di San Costanzo e della salvezza del paese.

Diceva nonna che mentre camminavi diventavi nero e cadevi, e allora portarono San Costanzo in processione, e la peste si fermò.
Durante le lunghe serate d’inverno, Antonia Tedino ascoltava i racconti di sua nonna, custode delle storie più antiche del paese. Tra queste, la più terribile e al tempo stesso la più miracolosa: la peste nera che colpì Castelpoto.
Secondo la tradizione, la malattia si diffuse così rapidamente che “mentre camminavi diventavi nero e cadevi a terra morto”. Le famiglie scavavano fosse nelle campagne, disperate, finché decisero di portare in processione il santo protettore, San Costanzo. Al suo passaggio, il morbo cessò. Da allora, la comunità celebra ogni 14 maggio la festa dei Santi Martiri Costanzo, Simplicio e Vittoriano, in memoria di quella salvezza.
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Antonia Tedino, nata a Castelpoto il 12 ottobre 1933.
Il cuore del centro storico di Castelpoto. Un percorso della memoria che unisce il racconto orale alla devozione popolare e alle radici spirituali del borgo.







