I giochi in piazzetta Ponti a Castelpoto raccontano un’infanzia fatta di fantasia, amicizia e vita comunitaria.

Si giocava alle formelle, i bottoni delle camicie. Chi perdeva tornava a casa senza bottoni… e poi erano guai con i genitori.
La “Bacchetta” era la piazzetta dove i bambini di Castelpoto trascorrevano intere giornate. Qui si imparava a giocare, a litigare e a fare pace, a crescere in mezzo a una comunità di coetanei. Oggi quel luogo resta vivo nei racconti, simbolo di un tempo in cui bastava poco per essere felici.
Il nome “Bacchetta” nasce nel 1947, quando al centro della piazza fu piantato un giovane platano, sorretto da un’asta di legno che i castelpotari cominciarono a chiamare appunto “la bacchetta”. Da allora il luogo divenne “giù alla Bacchetta”, punto di ritrovo di intere generazioni.
Era una comunità di ragazzi numerosa e vivace, che condivideva pomeriggi interi tra risate, cadute e piccoli litigi. La Bacchetta non era solo una piazza: era un pezzo di infanzia, un mondo di giochi che oggi vive nei ricordi.
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Fernando Marcarelli, nato a Castelpoto il 12 dicembre 1947.
Piazzetta Ponti, detta “la Bacchetta” dal giovane platano piantato nel 1947 (e dal bastone che lo sosteneva), oggi ancora al centro della piazza. Era il punto di ritrovo dei bambini del paese e il teatro dei giochi collettivi.







